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Il Marchio, questo sconosciuto.

Siamo immersi in un universo di segni, simboli, scritte, immagini. La comunicazione non poteva prescindere da questa elementare considerazione. Anzi, è un settore dove il segno ha una parte preponderante. Ogni azienda, ogni servizio, ogni prodot- to ha bisogno, per vivere sul mercato, di poter essere identificato dal consumatore attraverso il Marchio. Non solo: è proprio grazie al Marchio che ci si può distingue- re dalla concorrenza, acquisendo personalità e immagine. Questo elemento della comunicazione è dunque di importanza fondamentale: dà identità, differenzia dai competitor, crea un vissuto, amplifica la memorabilità. E proprio per questa ragione non può essere accrocchiato con carta e pennarelli! Alla realizzazione di un Mar- chio ci si arriva dopo anni di studio e di esercizi sul campo: va dunque affidato a professionisti del settore e non al dilettante di turno. Ricordatevelo, il successo di un'azienda, un servizio, un prodotto è in buona parte determinato da un Marchio progettato seguendo precise e imprescindibili regole di graphic de- sign. L'improvvisazione non è di casa in questo settore e le aziende dovrebbero evitarla come la peste! Ne va del loro business.

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Marchio o Logo? Logo o Marchio?

Come abbiamo visto il Marchio è una sorta di carta d'identità o meglio di istan- tanea di quello che è un'azienda, un prodotto, un servizio. Avere una precisa im- magine/personalità - unica e diversa dagli altri - è vitale. A questo punto è però opportuno fare un po' di chiarezza per non ingenerare equivoci. Molti infatti con- fondono Marchio, Logo e Logotipo e non è raro incontrare persone che pensino siano la stessa cosa. Anche qui bisogna fare un po' di ordine. Logo è una parola che deriva dal greco e significa raccontare, parlare. Questa parola è lo sviluppo grafico di un nome o di un acronimo. Per realizzarla si utilizzano caratteri e colori secondo precise regole. Il Marchio di contro è un simbolo, NON una parola: la dif- ferenza sostanziale tra questi due elementi sta proprio qui. E il Logotipo? Quest'ulti- mo è dato dall'unione del Logo, cioè la parte scritta e il simbolo, il Marchio appunto. Ne consegue che un Marchio può essere composto solo da una scritta e cioè il Logo, ma anche solo da un simbolo. Un Marchio ha un considerevole valore commerciale per la maggior parte delle aziende: questo perché il target attribuisce valore all'oggetto o al servizio solo in virtù del fatto che vi è apposto sopra un Marchio "che conta". Pren- diamo il settore della moda: qui il consumatore è disposto a pagare un prezzo sensibilmente più alto dell'effettivo valore di un prodotto perché è proprio portando la griffe XYZ che sente di avere un riconoscimento a livello di imma- gine. Il Marchio fa crescere la sua autostima, il suo prestigio sociale. Essere titolare di un Marchio che gode di un'alta percezione presso il target, conferisce ad un'azienda un indubbio vantaggio sui competitor.

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Le regole sulla creazione del Marchio

Il Marchio deve essere progettato da un grafico/art director e non da qualcuno che sa tenere in mano pennarelli, matite, carboncini. Il Marchio va progettato in modo che sappia parlare al target e soprattutto non deve lasciare dubbi sul fatto che quel marchio siete voi e nessun'altro! Il Marchio non deve essere un'accozzaglia di idee. E' sufficiente una buona idea da sviluppare con intelligenza. Punto. Il font e cioè il carattere selezionato deve essere "abbinato" al vostro ambito com- merciale, alle vostre competenze, insomma a quello che fate, offrite, siete con coe- renza. Solitamente vengono approntate tre idee creative all'interno delle quali scegliere quella che più ci convince in re- lazione a quello che vogliamo comunicare. Un Marchio ben realizzato deve passare a pieni voti le prove di ridimensionamento, ovvero deve essere inappunta- bile e visibile sia che viva su un portachiavi sia su un'affissione 6x3. Risulta controproducente inserire nel Marchio troppe informazioni o troppi particolari: da un lato se stampati su for- mati piccoli saranno poco leggibili, dall'altro non possiamo pretendere che vengano memorizzati dal target. Il Marchio deve avere la stesso impatto sia a colori che in bianco e nero. E soprattutto ricordiamoci che per ogni settore commerciale, per ogni categoria di prodotto esistono colori leciti e colori "proibiti"; ad esempio il rosso nel settore sanitario va assolutamente evitato, il perché è facilmente intuibile. Una volta realizzato e approvato il Marchio, teniamolo! Rappresenta la vostra identità, il vostro vissuto, la vostra "es- senza" e non può essere modificato a capriccio

Pubblicato da: il 22/01/2012

 

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